Il green building è una strada obbligata
Il
futuro non aspetta. Il mercato, seppur da poco, sembra aver fatto le
sue scelte: il green building sarà la nuova direzione verso cui punterà
il settore delle costruzioni. Si tratta solo di saper agganciare questa
tendenza in modo da sfruttare le potenzialità ed evitare le insidie. È
questo l'obiettivo dal panel organizzato da Ubs real estate l'8 giugno,
durante il ricco calendario di appuntamenti dell'Eire.
«Green
building: un mercato per scelta o il mercato del futuro?» mette uno di
fronte all'altro tecnici e professionisti del settore per analizzare
punti di forza e criticità della bioedilizia, settore che ha avuto una
crescita molto recente ma, allo stesso tempo, sembra avere un trend
futuro di assoluta espansione», spiega Gaetano Lepore, responsabile del
settore costruzioni di Ubs real estate. «Soprattutto per le fasce alte e
medio alte di mercato – aggiunge – il green building si imporrà sempre
di più e permetterà di valorizzare il proprio investimento e mantenere
saldo più a lungo il rapporto locatore e conduttore. Questo grazie alla
percezione di benessere e alla performance energetico-ambientale che la
struttura veicola».
Giocano allora un
ruolo chiave la luce, l'isolamento acustico, i materiali utilizzati e la
generale consapevolezza di abitare in un green building a elevato
risparmio energetico e rispettoso dell'ambiente. Il costo ovviamente è
una variabile da tenere sempre sotto osservazione: «Possiamo dire che
dipende molto dal tipo di categoria energetica che si intende
raggiungere e dalla tipologia dell'edificio - spiega Andrea Ciaramella,
ricercatore del dipartimento di Scienza e tecnologie dell'ambiente
costruito del Politecnico di Milano –, ma per quanto fino ad ora
rilevato, posso dire che l'incidenza è pari a circa il dieci per cento
in più rispetto alle costruzioni di tipo tradizionale».
Oltretutto,
spesso non servono interventi particolarmente invasivi per rendere meno
energivoro uno stabile: «Indipendentemente dal tipo di certificazione
(Itaca, Leed, Casaclima, e così via) costruire con alte prestazioni non
richiede sforzi particolarmente rilevanti – sottolinea Ciaramella –
bastano pochi accorgimenti per avere requisiti in linea con il mercato
attuale. Già con i giusti sistemi di coibentazione e gli impianti di
qualità si possono avere miglioramenti davvero significativi».
Un investimento in questa direzione, che ha
un costo comunque maggiore, viene ripagato in termini di valore
dell'edificio? «A volte permane un tipo di orientamento negli
investitori che punta solo a una logica del breve periodo e quindi si
evita di considerare questo aspetto – dice Lepore – ma sempre di più il
mercato si sta muovendo verso un tipo di valutazione che si orienta
verso il medio o lungo periodo e in questo senso la bioedilizia gioca un
ruolo fondamentale».
Se ci si vuole invece attenere solo ai dati
economici la valutazione è ancora difficile da fare: «In questo momento
non abbiamo dati precisi. Però esistono alcune ricerche effettuate negli
Stati Uniti, dove il mercato delle costruzioni "green" è più avanti
rispetto al nostro, che cominciano a rilevare come una certa fascia di
investitori prenda in seria considerazione solo questo tipo di mercato a
minore impatto energetico e ambientale».
E proprio dagli Usa arriva la certificazione
più famosa e diffusa nel mondo, il Leed, al centro di un altro incontro
della fiera milanese, organizzato per il 7 giugno. «Leed per il mercato
immobiliare», promosso dal Green building council Italia.
«Nel
nostro paese seguiamo già un centinaio di progetti registrati, tutti di
dimensioni rilevanti, per un valore complessivo di alcuni miliardi di
euro», dichiara Mario Zoccatelli, presidente del Green building council
Italia. Un goccia nel mare se si pensa a cosa significa Leed negli Stati
Uniti: «Chiaramente li sono molto più avanti perché questo tipo di
certificazione viene usata da molti anni ed è diventata un modello che
si applica a tutti i tipi di costruzioni, da quelle di altissima fascia a
quelle minori. In Italia siamo ancora prevalentemente sul settore alto
ma in estate lanceremo una novità: si tratta dello strumento calibrato
per il piccolo residenziale. Si chiamerà infatti «Gbc home» e farà
sempre parte della famiglia dei Leed ma avrà un target diverso». A cosa
serve? Non solo per il mercato del nuovo ma anche, ci tiene a chiarire
Zoccatelli, «per riqualificare l'esistente».
Fonte: http://www.casa24.ilsole24ore.com/art/mercato-immobiliare/2011-06-06/green-building-stradaobbligata-160246.php?uuid=AaG5pbdD
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